IoT e-commerce: oggetti che acquistano oggetti

Lavoro da anni nell’e-commerce e da anni mi interesso di IoT. La relazione fra i due mondi crea IoT e-commerce.
L’IoT si basa sulla comunicazione fra oggetti connessi in rete e sulla loro collaborazione senza intermediari umani. Ho qui intenzione di approfondire in particolare gli aspetti dell’m2mcommerce (machine-to-machine commerce): oggetti interconnessi che possono attivare procedure di acquisto e di vendita senza alcuna supervisione umana.
Chiaramente emergono aspetti legati alla sicurezza, alla affidabilità, alla logistica.

Uno Smart Object deve poter acquistare autonomamente ed essere in grado di portare a termine una transazione economica.

Ma come è possibile immaginare l’IoT e-commerce?

Il commerciante avrà precedente verificato l’affidabilità del customer e quindi autorizzato la macchina ad evadere l’ordine nei suoi confronti e a procedere con l’invio della merce.
Nel momento in cui le uova sono terminate, il classico frigorifero IoT le potrà riacquistare online senza dover chiedere di volta in volta l’autorizzazione ad un essere umano.
Una stampante richiederà i toner quando stanno per esaurirsi. Un macchinario ordinerà pezzi di ricambio o servizi di manutenzione straordinaria quando necessario.

L’m2mpayment è quella procedura che consente a due macchine di accordarsi e di portare a termine una transazione economica in un contesto di IoT e-commerce.
Ai progettisti di sistemi IoT è richiesta una grande attenzione nella progettazione di Smart Objects al fine di non mettere in pericolo dati relativi ad account, autorizzazioni pagamenti, privacy. Un semplice errore può portare a gravi conseguenze. Si veda il caso del frigorifero Samsung.

A differenza dell’e-commerce tradizionale, che coinvolge gli esseri umani, l’m2mcommerce (machine-to-machine commerce) è molto razionale, mai impulsivo, sempre finalizzato. Di conseguenza i Merchant che opereranno in questo settore porteranno avanti un tipo di Marketing molto diverso dal B2C (Business-to-Consumer).

Immagino una macchina in difficoltà a causa di un pezzo in avaria.
Potrebbe utilizzare una directory di fornitori scelti – considerati affidabili – e procedere all’ordine selezionando il migliore della lista.
Il migliore potrebbe essere scelto in base ad una serie di criteri per cui la macchina è stata programmata.
I fornitori dovranno quindi profilarsi in una specifica directory fornendo i parametri che poi le macchine useranno come filtro.

E’ un argomento molto vasto ed interessante su cui cerco continuamente spunti di approfondimento. Aggiornamenti in arrivo nei prossimi post!

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