La quotidianità nell’era dell’Internet of Things

Mi è capitato di tenere uno speech sull’importanza di utilizzare un CRM per Aziende, Artigiani e Liberi professionisti. Ho voluto quindi integrare un piccolo capitolo su come la quotidianità nell’era dell’Internet of Things contempli una quantità di dati ed informazioni che non vediamo ma che molto spesso, a nostra insaputa, sono inviati e collezionati nei CRM di qualche Azienda.

Azioni quotidiane possono essere tracciate in CRM e analizzate con sistemi di Big Data

Per far capire per bene di cosa si parla ho portato un esempio. Lo spazzolino da denti elettrico di una importante Azienda del settore che, mediante la tecnologia bluetooth, è in grado di comunicare con un’applicazione sullo smartphone. Questa app di fatti colleziona i dati relativi alla frequenza d’uso dello spazzolino, alla pressione della testina sui denti, la durata dell’uso.

Sono piccoli gesti, nella quotidianità nell’era dell’Internet of Things che, inevitabilmente, portano a riflessioni profonde su come la tecnologia diventa sempre più parte del nostro micro cosmo umano. Per micro cosmo umano intendo quella parte di noi intima, che non vuole essere condivisa con nessuno.
Accettare di farne parte dovrebbe quindi essere una azione attiva di ogni essere umano. Ognuno dovrebbe conoscerne ogni conseguenza possibile, ma in realtà così non è. Le Aziende si stanno rendendo conto che accedere ad un bacino enorme di informazioni che ogni individuo può fornire ha un valore enorme.

Con l’Internet of Things diventa sempre più naturale integrare l’elettronica in ogni tipo di oggetto, i costi e la miniaturizzazione sono sempre più accessibili.

Possiamo non accettare l’idea di farne parte, ma gli strumenti a disposizione per farlo diventano sempre più difficili da controllare e comprendere. Anche per persone con conoscenza tecniche avanzate.
Diventa quindi molto difficile avere una consapevolezza di quelle che possono essere le conseguenze nella vita presente e futura non solo di ogni individuo, ma dell’intera collettività.
E’ tuttavia la Politica (con la P maiuscola) che deve prendere seriamente in considerazione l’argomento. Dare quindi regole chiare, robuste, che permettano alle Aziende di poter utilizzare l’enorme ricchezza dei dati prodotti dagli individui nell’interazione con gli oggetti connessi, garantendo la privacy e tutelando i diritti e la libertà della collettività.